Museo Revoltella

LA STORIA DI TRIESTE

Il Museo Revoltella

Una delle case più belle dell’ Ottocento che è diventata museo.

Proprio così, prima di essere un museo il palazzo era una casa. La casa di Pasquale Revoltella.

In questa grande dimora Pasquale ci viveva da solo perchè non era sposato e non aveva figli.

Quando morì lasciò in eredità alla città il suo palazzo perchè diventasse un museo (altre notizie su Pasquale Revoltella le troverai nell’articolo che uscirà a breve).

Ma questa non è una casa qualsiasi. E’ una casa molto grande,  su tre piani.

Costruita negli stessi anni in cui si costruiva un’altra dimora molto bella in città, vicino al mare. Il Castello di Miramare, residenza di Massimiliano d’Asburgo.

Andiamo ora a scoprire la casa.

L’ atrio d’ingresso è molto ampio e tutto si conserva molto bene. E’ molto imponente lo scalone a forma elicoidale che collega i tre piani della casa.

Ma qui noti anche una bellissima fontana voluta da Revoltella per ricordare la realizzazione dell’acquedotto della città di Trieste. Sai cos’è un acquedotto? Ha un compito molto importante, serve a portare l’acqua nelle abitazioni cittadine.

C’è anche il posto per una carrozza che usava Revoltella. Talmente elegante ed esclusiva che potresti paragonarla ad una fuoriserie di oggi.

Nella stanza centrale del piano terra, una volta occupata da un biliardo, sono appesi due grandi quadri che raccontano la storia di Trieste. Sono stati voluti  da Revoltella. Infatti, ha chiamato un pittore e uno storico e hanno deciso insieme. Il primo si intitola la Dedizione di Trieste all’Austria (1382) e ricorda il momento in cui Trieste è diventata austriaca. Prova a darci un’occhiata. Quella che vedi è una Piazza che conosci.  E’ Piazza Unità d’Italia a Trieste. Molto diversa da come è oggi. Potresti però riconoscere la chiesa che vedi in alto a destra.. la cattedrale San Giusto!

Dalla parte opposta un altro quadro, si intitola La Proclamazione del Porto Franco (1719), un argomento che stava molto a cuore al Barone Revoltella perchè si occupava di attività commerciali.

Al piano terra si trova anche la Biblioteca, che è una delle sale che meglio si conservano. E’ tutta realizzata in legno intagliato. Qui si conservano moltissimi libri, tutti appartenuti a Pasquale Revoltella. Sono ricordi di viaggi, in particolare quello fatto a Suez nel 1861.

Ma in questo ambiente forse  la curiosità maggiore è il “passaggio segreto”. Un’anta che si apre (una finta libreria) e che dà la possibilità di passare nella sala vicina una volta destinata al bagno.

Al primo piano si trovano le stanze private. Qui viveva Revoltella e solo pochi dei suoi collaboratori avevano il permesso di entrare.

Si può entrare nel suo studio, dove lavorava quando era a casa.

Si può visitare anche il salotto verde, la stanza più elegante di questo piano con appeso  il Ritratto di Pasquale Revoltella. Si dice che questo è il ritratto ufficiale con il quale vuole essere ricordato. Qui il Barone è  molto elegante e austero, con in mano una mappa del Canale di Suez.

In queste stanze i pavimenti sono originali, così come i mobili; i tendaggi e le tappezzerie alle pareti invece sono restaurate o riproposte seguendo le descrizioni dei documenti dell’epoca.

Nella stanza ad angolo si può osservare una cornice originale. Non è la cornice di un quadro ma di un particolare visore.  Guardando al suo interno (sembra una televisione)  si vede ciò che succede all’esterno. Si tratta di un sistema di lenti e specchi che permetteva al Barone di osservare l’esterno (sulla Piazza Venezia) senza essere visto. Una sorta di telecamera del passato, che a qualcuno ricorda un videocitofono.

Poi si può visitare la camera da letto e poi la sala da pranzo. Ma una sala con colori scuri e semplici. Molto diversa da quello che vedrai al piano superiore. Qui ci sono soltanto pochi posti a sedere. Era il luogo in cui mangiava il Barone, da solo o con qualche collaboratore.

Salendo il grande scalone si arriva al secondo piano. Qui ci sono le sale di rappresentanza cioè le sale dove Revoltella accoglieva i suoi ospiti. E spesso erano ospiti molto importanti!

La sala da pranzo è molto bella ed elegante, grande e luminosa. Il tavolo poteva ospitare fino a 36  persone.

La cene che venivano organizzate erano pensate in tutti i dettagli. Revoltella voleva stupire i suoi ospiti. Si faceva mandare le materie prime da lontano per poi far realizzare dai suoi cuochi dei piatti molto ricercati ma anche scenografici. Cosa vuol dire? Che venivano presentati come opere d’arte.


Le serate continuavano e si concludevano  nella vicina sala da ballo. Se alzi gli occhi al soffito noterai dei bellissimi pannelli così come anche il pavimento è riccamente decorato e intagliato.  La sala  è provvista di grandi porte finestre dalle quali entra molta luce naturale.

Nella scheda allegata trovi alcuni suggerimenti per disegnare Palazzo Revoltella.

Ma il museo revoltella è composto da due palazzi. Al palazzo storico è collegato il palazzo moderno dove è allestita la galleria con quadri e sculture acquistate dopo la morte di Pasquale Revoltella. Seguici, nelle prossime settimane andremo a scoprirla assieme!

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