Vittorio Bolaffio

STORIA DI TRIESTE

Vittorio Bolaffio. Storie del porto

Vittorio Bolaffio (anche se è nato a Gorizia) è uno dei pittori più noti a Trieste: molti dei suoi lavori sono legati  alla città e ad uno dei suoi aspetti più caratteristici, il mare!

Lo appassionano molto le vedute e i tramonti, che gli danno la possibilità di studiare anche la variazione di luce e di colore nelle diverse ore del giorno.

La navigazione e la portualità affascinano Bolaffio sin da giovane, quando da Gorizia accompagna il padre per lavoro nel capoluogo giuliano e ancor di più dopo un viaggio in Oriente nel 1912 quando è impegnato come fuochista. Già durante questo viaggio, durante le pause dal lavoro,  realizza disegni con scene di bordo.

Ma con il passare degli anni un altro aspetto legato al mondo del mare lo interessa: si tratta del porto e del lavoro che lì si svolge.

Il porto è un luogo importante di Trieste: arrivano le merci indispensabili per la  città, per la vita dei suoi abitanti, ma anche per il funzionamento di industrie e cantieri navali. Grazie al porto negli anni arrivano a Trieste nuovi abitanti che lavorano sulle imbarcazioni e a terra, contribuendo alla crescita della città stessa.

La quotidianità portuale con i suoi personaggi e le sue vicende diventano i protagonisti dei suoi quadri.

Anche i disegni preparatori hanno una grande importanza: schizzi e bozzetti, fatti con la matita nera, o con la china, ma anche con pastelli e tempera, vengono realizzati su piccoli quadernetti tenuti nella tasca della giacca, pensati per essere poi trasferiti sulla tela. Attualmente si conservano circa trecento tra taccuini e fogli sciolti.

Bolaffio amava molto dipingere quadri separati e unirli grazie ad una medesima tematica, come ad esempio accade nel celebre Trittico del porto.

Quelli che compongono l’opera sono tre quadretti di piccolo formato: Sulla tolda, Lo scaricatore, e Il boccaporto. Il trittico fu donato al Museo Revoltella dall’artista nel 1931, e doveva far parte di un ciclo vastissimo, mai realizzato.

L’ opera completa, mai completata, doveva avere una lunghezza complessiva stimata in dieci metri di lunghezza e due di altezza e doveva comprendre più di venti quadri quasi tutti di forma rettangolare allungata. Era stata pensata per essere appesa in una delle osterie del porto che frequentava Bolaffio e doveva offrire uno sguardo completo sulle condizioni di vita dei lavoratori del porto.

Informazioni biografiche: Vittorio Bolaffio nasce a Gorizia nel 1883; dopo aver fatto diverse esperienza di studio in  diverse città in Italia e all’ esterno rientra a casa e si trasferisce definitivamente a Trieste. Pur provenendo da una famiglia benestante, impegnata nel commercio di vini, egli visse per quasi tutta la vita in modo molto semplice dedicandosi solo alla pittura.

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