Ritratto

IL TEMA DEL RITRATTO

Autoritratti famosi

Come si vedevano gli artisti? Come hanno deciso di rappresentarsi? Guardarsi allo specchio e raccontare quello che si vede attraverso il pennello non è affatto facile..

Vediamo alcuni esempi..

Questo è l’ Autoritratto di Leonardo Da Vinci, ed è un disegno (sanguigna su carta).

Lo ha realizzato negli ultimi anni di vita. L’opera mostra il volto di un uomo ormai maturo, non giovane, con barba e capelli lunghi, e calvo alla sommità della testa. Lo sguardo è rivolto a destra, con un’espressione piuttosto seria. I dettagli sono molto curati, anche se una parte del lavoro sembra non finita.

Molto diverso è invece l’autoritratto di un altro famosissimo pittore.

E’ uno dei tanti autoritratti realizzati da Vincent Van Gogh. Spesso si è preso da modello. In 10 anni di lavoro ne ha realizzati ben 43 autoritratti, tra dipinti e disegni.

Inquadrato di busto, l’artista si presenta in giacca e non con il camiciotto da lavoro. L’attenzione, però,  è concentrata tutta sul viso. Lo sguardo  sembra ansioso. La tinta dominante, verde assenzio e turchese chiaro si contrappongono al colore complementare, l’arancio fuoco della barba e dei capelli. Se la figura di Van Gogh sembra immobile, l’andamento ondulante caratterizza lo sfondo.

Questo è, invece, un bellissimo autoritratto di Frida Kahlo. Più della metà dei lavori di questa pittrice messicana, sono autoritratti. Con queste parole spiega la sua insolita scelta: «Dipingo me stessa perché sono il soggetto che conosco meglio».

Come decide di rappresentarsi in questo quadro? si ritrae triste e con uno sguardo malinconico. Con un abbigliamento scuro e senza gioielli (che di solito utilizzava) e senza fiori tra i capelli. Sulla spalla della donna, si trova Bonito, il suo pappagallo, il quale, era venuto a mancare poco tempo prima. Nonostante si tratti di una tela con soggetto triste, lo sfondo sembra essere ricco di vita e fiorente.

Ma ci sono anche artisti che hanno proposto autoritratti divertenti e curiosi!

Maurits Cornelis Escher lo possiamo conoscere nella Mano con sfera riflettente. Qui l’ artista si ritrae nel riflesso di una sfera. Si tratta di un gioco di specchi, perché non è la sua immagine che vediamo, ma la sua immagine riflessa e poi descritta dalla mano dell’artista.

Altri artisti hanno giocato con la loro immagine che viene riprodotta più volte nello stesso quadro.

Norman Rockwell si è ritratto in un Triplo autoritratto. Se osservi attentamente l’artista si rappresenta nell’atto di rappresentarsi, cosicché la sua figura risulta ripetuta tre volte: di spalle davanti alla tela, disegnata sulla tela e riflessa nello specchio dove il pittore si guarda per riprodurre la propria immagine.

E per finire..

Andy  Warhol.. ha realizzato centinaia di autoritratti in modo eccentrico per dimostrare di essere moderno!

Nella scheda trovi un esercizio su questo argomento!

Prossimamente altri articoli dedicati al tema del ritratto.. a presto!

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